Che cos’è il Kriya Yoga

Che cos’è il Kriya Yoga

Il Kriya Yoga è un percorso spirituale basato su tecniche di Meditazione avanzata, nato migliaia di anni fa in India come la più alta tecnica del Raya Yoga, ma conosciuto anche in Occidente per merito di Paramahansa Yogananda, filosofo e mistico indiano, che ne parlò soprattutto nel suo libro intitolato “Autobiografia di uno Yogi”.
Può essere tramandato ai “discepoli iniziati” esclusivamente dai maestri, e praticarlo con costanza porta l’individuo a liberarsi dalle catene dell’anima e a elevarsi spiritualmente, fino alla piena realizzazione del sé.
Il Kriya Yoga si pratica generalmente la mattina o la sera, e la sua azione, mediante il respiro, si concentra sui Chakra, i centri di energia presenti nel corpo umano, risvegliandoli.

Storia del Kriya Yoga e origine del nome

Dopo essere stato mantenuto segreto per molti secoli, nel 1861 il Kriya Yoga tornò in auge grazie allo yogi Mahavatar Babaji, che sull’Himalaya insegnò le sue tecniche avanzate a Lahiri Mahasaya.
Da allora questa pratica meditativa ha continuato a tramandarsi e Paramhansa Yogananda diede il permesso a Swami Kriyananda, un suo discepolo, di diffonderla ulteriormente insegnandola ad altri maestri.

Esiste anche una scuola vera e propria, a livello internazionale, chiamata “Kriya Yoga” o più semplicemente KYIO, fondata da Paramahamsa Hariharananda e che ha come leader spirituale Paramahamsa Prajnanananda.
Il termine Kriya, proveniente dal sanscrito, è composto da due sillabe: Kri, che significa “azione” ed è un incentivo a lavorare sul quotidiano facendosi guidare dalla propria testa, e Ya, che significa “anima” ed è un invito a non trascurare la propria anima.

Il significato complessivo del termine è dunque questo: facciamoci guidare dal nostro cervello, che però deve sempre trarre ispirazione dalla nostra anima, dal Dio invisibile che si trova in ognuno di noi.

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In cosa consiste il Kriya Yoga

Da ognuno dei nostri sette Chakra fluisce l’energia che dà vita a ogni nostro singolo organo, nervo e tessuto corporeo.
Farla scorrere in maniera continuativa per tutta la spina dorsale accelera dunque il nostro processo di evoluzione spirituale accrescendo in noi la consapevolezza.
Questo avviene perché il Kriya Yoga agisce in maniera diretta sull’energia spirituale che si trova alla base della colonna vertebrale, e che rappresenta la fonte della nostra crescita.
Non a caso, gli antichi veggenti indiani consideravano la spina dorsale e il cervello come “l’albero della vita”.
Praticare il Kriya Yoga nel modo giusto consente dunque di generare una profondissima quiete e pace interiore, mentale e fisica, distogliendoci dai pensieri e dai problemi della vita di tutti i giorni, distaccandoci dalle emozioni e da qualsiasi percezione derivante dai sensi.

Come approcciarsi al Kriya Yoga: le tre tecniche preparatorie

Per approcciarsi al Kriya Yoga è innanzitutto necessario partire da tre specifiche tecniche basilari di Meditazione, che preparano l’individuo consentendogli di iniziare a godere di tutti i benefici derivanti dallo Yoga. Le illustriamo nel dettaglio:

1. Esercizi di energizzazione
Paramahansa Yogananda ha sviluppato degli esercizi energizzanti che, se praticati con costanza, favoriscono il rilassamento sia mentale che fisico.
Essi, infatti, sono molto efficaci per eliminare ansia, tensione e stress; si basano sulla respirazione e sulla concentrazione, attingendo da una più alta e abbondante fonte energetica. Possono essere eseguiti in circa quindici minuti, prima della Meditazione.

2. Concentrazione
Una tecnica utile a sviluppare e a risvegliare la nostra concentrazione profonda e recondita; serve ad allontanarci dalle distrazioni provenienti dall’esterno e a concentrare pensieri ed energie dove servono, magari per risolvere un problema che ci affligge o per il raggiungimento di un determinato obiettivo, anche interiore.

3. Meditazione di Aum
Attraverso questa terza tecnica impariamo a gestire la concentrazione quando questa si trova al suo massimo livello, divenendo consapevoli delle nostre potenzialità divine. La consapevolezza si espande così oltre il corpo e la mente.

L’introduzione al Kriya Yoga è ovviamente graduale, perché cambiare le proprie abitudini ed entrare in un nuovo ordine di idee è un passo fondamentale che va effettuato man mano con tanta pratica e dedizione.
Non è possibile avvicinarsi al Kriya Yoga senza una guida spirituale dalla quale farsi seguire durante l’intero percorso: basandosi su tecniche particolarmente avanzate, tutt’oggi non sono infatti reperibili descrizioni dettagliate fruibili dal pubblico che permettono un approccio “fai-da-te”.
Instaurare un rapporto maestro-discepolo è quindi ancora l’unico modo per avvicinarsi ufficialmente al Kriya Yoga.

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Fonte foto: Freepik.com

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