Significato e origine del Samsara

Significato e origine del Samsara

Oggi rispondiamo alla domanda della nostra amica Donatella che ci ha chiesto il significato della parola Samsara. Rispondiamo con molto piacere e abbiamo deciso di scrivere un articolo per dare una risposta più esauriente possibile.
Samsara è un termine sanscrito il cui significato letterale è “scorrere insieme”. Nelle religioni indiane, come il Buddhismo, l’Induismo, il Giainismo e il Brahmanesimo, è usato come dottrina per indicare il ciclo di vita, morte e rinascita, e per questo motivo, non a caso, è spesso raffigurato con una ruota, detta Ruota dell’esistenza.

Ma il significato del Samsara, con il passare del tempo, non è rimasto legato solo ed esclusivamente alla religione, assumendo sfumature più moderne e ampie seppur sempre correlate al senso originario della parola.

Approfondiamo dunque l’argomento e scopriamo insieme tutti i dettagli riguardanti il Samsara nelle righe che seguono.

Le origini del Samsara e il suo significato più moderno

Molti riferimenti alla dottrina del Samsara, come già anticipato, compaiono nella letteratura giainista e buddhista; ma al suddetto termine è associabile anche un secondo significato simbolico oltre a quello già espresso, affermatosi successivamente, ossia “l’oceano dell’esistenza”: esso di riferisce alla vita terrena e al mondo materiale, quello stesso mondo in cui l’essere umano vive nella menzogna e che è un concentrato di dolori e sofferenze.
Un mondo in realtà privo di sostanza, e che non sarebbe altro che un miraggio, un’illusione imperitura, che condanna l’uomo all’ignoranza e non gli permette di considerare adeguatamente la vita terrena e la vita ultraterrena, vincolandolo al karma e al ciclo delle rinascite.

Il Samsara, dunque, rappresenta la condizione che l’essere umano sperimenta costantemente e quotidianamente su questa terra, che può essere superata soltanto intraprendendo un percorso di crescita ed evoluzione spirituale.

La dottrina del Samsara assume sfumature differenti in base alle religioni di appartenenza, che abbiamo precedentemente citato. Ognuna di esse agisce sul Samsara in modi completamente diversi.

  • Nella religione buddhista, per Samsara si intende il ciclo vitale al quale tutti gli esseri umani sono inevitabilmente sottoposti, con l’accumulo giornaliero di Karma negativo che condanna a una rinascita di sofferenza in un livello inferiore dell’esistenza. Il Karma positivo invece porta ugualmente alla rinascita ma in condizioni migliori, dunque è importante agire abbandonando il Samsara.
  • Nella religione giainista, al contrario, il Samsara indica la via della salvezza, consistente nell’applicazione di una rigida condotta di vita che, mediante l’ascesi, la rinuncia, la mortificazione del corpo e nessun tipo di violenza nei confronti di qualsiasi creatura esistente, consente di azzerare i frutti del Karma relativi a precedenti esistenze e a non produrne di nuovi.
  • Nella religione induista, il Samsara si riferisce al ciclo delle rinascite e delle rimorti, che ha come motore il Karma, determinato da ogni azione che compiamo. Esso rappresenta infatti il bagaglio dell’esistenza di un individuo, sia nel bene che nel male, relativo alla condotta tenuta in vita. Al momento della morte, ognuno di noi è destinato a rinascere di nuovo in una differente condizione, le cui caratteristiche dipenderanno dal bagaglio karmico accumulato. Un ciclo continuo che andrà avanti fino all’estinzione del proprio debito karmico, che comporterà dunque l’uscita definitiva dal Samsara. Esistono però tre strade, dette Marga, da poter intraprendere per raggiungere prima tale obiettivo: la via della gnosi (jnana marga), la via del sacrificio rituale (Karma-Marga) e la via della dedizione amorosa a un dio (bhakti marga).

 La Ruota dell’Esistenza

La Ruota dell’esistenza, detta anche Ruota del divenire, è la rappresentazione iconografica tipicamente buddista del Samsara. È composta da diversi raggi e anelli, in cui sono racchiusi ed esemplificati tutti i meccanismi del Samsara.

Viene di solito dipinta esternamente sui muri dei templi, per supportare gli insegnamenti basilari.

Tra i principi più importanti evidenziati nella ruota troviamo I Tre Veleni, I Sei Mondi e I Dodici Elementi della coproduzione condizionata.

I Tre Veleni, rappresentati nel mozzo della ruota, sono ignoranza (raffigurata da un maiale), attaccamento (raffigurato da un gallo o da un colombo a seconda delle rappresentazioni) e avversione (o rabbia, raffigurata da un serpente). Ognuno di questi tre animali morde la coda dell’altro.

Nella ruota è inoltre raffigurato un anello, per metà nero e per l’altra metà bianco. All’interno della metà bianca sono presenti figure che si muovono verso l’alto, simboleggiando l’evoluzione spirituale che porta fuori dalla ruota delle esistenze. All’interno della metà nera, al contrario, sono rappresentate persone che si muovono verso il basso, intrappolate dalle loro azioni sbagliate.

Per i buddhisti esistono poi sei mondi, o regni, nei quali e possibile incarnarsi:

  • Il Mondo dei Deva (Dei).
  • Il Mondo degli Asura (Demoni o semi-demoni).
  • Il Mondo degli Uomini, l’unico che permette di liberarsi dalla ruota delle esistenze.
  • Il Mondo degli Animali, dove non si produce Karma, poiché le azioni degli animali sono prive di volontà, e dove si è condannati alla propria scarsa intelligenza, alla fame e alle intemperie.
  • Il Mondo dei Preta (Esseri semi-umani condannati per le loro cattive azioni).
  • Il Mondo Naraka, corrispondente all’Inferno o al Purgatorio.

 Ecco invece I Dodici Elementi della coproduzione condizionata, raffigurati nelle seguenti dodici immagini:

  1. Vecchiaia e morte, rappresentata da un uomo che porta sulle sue spalle un cadavere avvolto in un lenzuolo.
  2. Nascita, rappresentata da una donna che partorisce.
  3. Esistenza precedente, rappresentata da un uomo con in mano un bocciolo.
  4. Attaccamento, rappresentato da un uomo che raccoglie dei frutti da un albero.
  5. Desiderio, rappresentato da un bevitore.
  6. Sensazione, rappresentata da un uomo colpito all’occhio da una freccia.
  7. Contatto, rappresentato da una coppia che amoreggia.
  8. Cinque organi di senso più il sesto organo, che è la mente, rappresentati da una casa con sei finestre.
  9. Nome e Forma, rappresentati da due uomini su una barca.
  10. Coscienza, rappresentata da una scimmia arrampicata su un albero, a simboleggiare l’instabilità della mente umana.
  11. Impulsi volizionali, rappresentati da un vasaio al lavoro.
  12. Ignoranza, rappresentata da una donna vecchia e cieca con un bastone che esce di casa e si dirige verso un precipizio.

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Namasté

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